Oltraggio ai morti italiani, Meloni attacca Mattarella: “Sbagliato equiparare infoibati a terroristi jugoslavi”

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Giorgia Meloni si dimostra ancora una volta più attenta e sensibile alle questioni identitarie e nazionali di Matteo Salvini. E’ chiaro che non è in corso una gara tra i due su questo, ma le questioni simboliche, soprattutto quando si tratta di storia nazionale, ferite aperte, confini, sono anch’esse sostanziali. E se il leader leghista si è appiattito sulla narrazione istituzionale, tutta incentrata sulla foto di Sergio Mattarella mano nella mano davanti la Foiba di Basovizza con il suo omologo sloveno Borut Pahor, Giorgia Meloni è andata oltre, sottolineando i pesanti cedimenti sul piano della memoria storica. In questo “scambio di prigionieri” simbolico chi ci ha rimesso non sono di certo gli sloveni, come testimonia la rabbia espressa da molti patrioti triestini.

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L’amarezza di Giorgia Meloni
“Colpisce la potenza simbolica dell’immagine del Presidente Mattarella che si tiene per mano con l’omologo sloveno Pahor davanti alla Foiba di Basovizza”, scrive su Facebook la Meloni. “Da molto tempo si chiedeva un atto solenne di questo tipo nel complesso cammino di riconciliazione che Italia e Slovenia stanno facendo. Rimane però l’amarezza per la sbagliata equiparazione tra gli infoibati italiani e i quattro terroristi del Tigr con l’omaggio richiesto dal governo sloveno al cippo di Basovizza e la scelta di celebrare questa cerimonia proprio nel centenario dell’incendio del “Narodni dom” di Trieste”.

No alla cessione del “Narodni dom”
La presidente di Fratelli d’Italia critica anche l’idea che la restituzione del palazzo che fino ad oggi ha ospitato la Scuola per interpreti e traduttori di Trieste, possa rappresentare un risarcimento. “Non è condivisibile la scelta di trasferire la proprietà dell’edificio alla comunità slovena”, afferma la Meloni, “visto che l’Italia aveva già ampiamente dato il suo risarcimento con la ricostruzione del Teatro sloveno di via Petronio. Dunque, amarezza e delusione per una giornata che sarebbe potuta essere storica ma che si trasforma in una grande occasione mancata”.

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