Gori vuole fare arrivare 200mila immigrati. Il web lo asfalta: «Reclutate chi percepisce il reddito di cittadinanza»

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Il coronavirus ha messo in ginocchio l’Italia. Ma nel Pd anche in questi giorni drammatici c’è chi non perde il vizietto di fare demagogia e invita a spalancare le porte agli immigrati. Dopo le parole del sindaco di Milano Giuseppe Sala e quelle del presidente del Parlamento europeo David Sassoli ora è il turno di Giorgio Gori.  In un tweet il sindaco Pd di Bergamo invoca un decreto flussi.  «Nell’agricoltura italiana – spiega – lavorano 400mila lavoratori stranieri regolari, il 36% del totale, la maggior parte dei quali rumeni. Quest’anno non arriveranno. Chi raccoglierà gli ortaggi e la frutta? Servono almeno 200mila lavoratori extracomunitari. Serve subito un decreto flussi».

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Le parole di Gori e la reazione della Lega

Parole che hanno scatenato l’ira della Lega. «Superato questo momento tragico, dopo questa crisi saranno ben più di 200mila gli italiani che perderanno o e cercheranno lavoro». Osserva  Stefano Locatelli,
primo cittadino di Chiuduno (Bergamo) e responsabile nazionale dei
sindaci della Lega che poi aggiunge: «Pensiamo a loro e impegniamoci a regolarizzare chi lavora in nero. Invece di distribuire assistenza come vuole il Pd. Ancora una volta c’è chi non capisce che ad aver bisogno di aiuto sono gli italiani, compresi tanti stranieri in regola, e pensa di portare
qui centinaia di migliaia di immigrati».

La reazione imbufalita del web

E a Gori non è andata meglio sui social. Scrive in utente: «Ci sono tante braccia rubate all’agricoltura in politica , nel giornalismo e in altri settori… si potrebbe iniziare a reperire risorse umane da lì». E tanti osservano: «Potete mandare chi percepisce reddito di cittadinanza. Tre proposte e se non vanno si toglie il reddito, questo è stato detto all’inizio del Reddito di cittadinanza». E c’è chi concorda: «Esatto, se mancano 200mila lavoratori, si possono inviare 200mila richieste, almeno così i navigator hanno qualcosa da fare ed evadere 1 delle 3 “proposte di  lavoro”. (Almeno una volta rifiutate ne rimangono “solo” 2)». Mentre un altro puntualizza: «Non serve un decreto flussi. Servono salari più alti per avere più italiani interessati all’agricoltura».

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