Di Maio se ne va. E si scaglia contro il “fuoco amico”. Meloni: “Governo-fantoccio, siamo alle battute finali”

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È il momento dell’addio. «Fiducia e responsabilità. Ricordatevi queste due parole e collegatevi, perché oggi sarà una giornata davvero importante…». Luigi Di Maio alla fine lascia il trono e condivide su Facebook la diretta dell’evento M5S al Tempio di Adriano. È un momento difficile per Di Maio che si dimette ufficialmente da capo politico dei 5S.  E spiega le motivazioni che lo hanno spinto a fare un passo indietro e a rinunciare al ruolo di guida dopo 28 mesi del Movimento. «Per stare al governo serve essere presenti sul territorio in maniera organizzata: ci ho lavorato un anno e ho portato a termine il mio compito. Ora inizia il percorso verso gli Stati generali», sono le sue prime parole al Tempio di Adriano.

Meloni: «Siamo alle battute finali»

Dura Giorgia Meloni. «Tra Zingaretti che tenta di nascondere il Pd proponendo lo scioglimento del suo partito e Di Maio che si dimette da capo politico del M5S, assistiamo alle battute finali di un governo fantoccio nato nel palazzo con il solo scopo di non far decidere agli italiani da chi vogliono essere rappresentati. Fratelli d’Italia non ha alcuna intenzione di stare in silenzio: elezioni subito per dare alla Nazione un governo forte e coeso». Lo scrive su Facebook la leader di FdI.

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Di Maio: «Il M5S non è finito»

«​È giunto il momento di rifondarsi: oggi si chiude un’era – dice Di Maio – Ed è per l’importanza di questo momento che ho iniziato a scrivere questo documento un mese fa. Una volta nominati i facilitatori il mio compito è terminato». Ma il Movimento Cinquestelle, assicura l’ormai ex leader, «non è finito, anzi è appena cominciato. Inizia una nuova era». Di Maio ha ricordato i primi dieci anni di vita di quella che definisce una «forza visionaria unica al mondo». Ha enfatizzato i risultati ottenuti.  Ha promesso: «Anche se il Paese è cambiato, ed è cambiato anche grazie a noi, continueremo ad essere l’incubo di analisti finanziari e politici. E lo saremo ancora, non è finita qui».

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