Conte prova a blandire l’opposizione. E dai banchi del centrodestra salgono i cori “Vergogna, vergogna” (video)

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ANSA/ALESSANDRO DI MEO

“Ringrazio la maggioranza. I gruppi i parlamentare e i singoli senatori”. Applausi scontati. Fin qui Giuseppe Conte va di plano. Dispensa parole scontate  nei primi passaggi della sua informativa all’Aula di Palazzo Madama. Parole da manuale prima di affrontare il nodo incandescente della sua “apparizione” in Parlamento. La fase due dell’emergenza coronavirus. Il prossimo Consiglio europeo. I soldi da stanziare in deficit. Ma quando prova a blandire l’opposizione si scatenano le reazioni  del centrodestra. Leghisti in prima linea.

Dai banchi dell’opposizione “Conte vergogna!”

In un momento così difficile desidero confermare la piena disponibilità al dialogo, mio e dell’intero governo, con le forze di opposizione. Il contributo di una opposizione responsabile troverà sempre apertura e considerazione”. “Che dici? Non sfottere, bugiardo. Vergogna”. Conte è interrotto da brusii e grida. “Vergogna, vergogna” si sente scandire dai banchi dell’opposizione. La presidente Elisabetta Casellati è costretta a un primo richiamo all’ordine. Che non ha successo. Il presidente del Consiglio prova a riprendere la parola. Ma è nuovamente interrotto.  Vorrebbe dire che il contributo critico di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia è il benvenuto. Ma non riesce a concludere la frase. “Il contr…” E ripartono i cori. La presidente torna a chiedere rispetto. “Vi prego, facciamo continuare il presidente Conte…”. Vergogna! Buuu! Per ben tre volte il premier,  sorriso stampato ma nervoso, deve fermarsi. Tavoli con l’opposizione finiti nel nulla. Contributi per ritoccare i decreti accettati in privato. E poi smentiti davanti alle telecamere.La Bellanova insiste: «Siamo noi ad aver bisogno degli immigrati, non loro di noi». E a sinistra “brindano”“Vi faremo sapere”, così Conte va a sfottere il Parlamento

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Bagnai: presidente tolga il disturbo per la democrazia

A cantargliele di santa ragione è il senatore leghista, Alberto Bagnai. Che conclude il suo intervento sferzante con la richiesta di dimissioni del premier.  “A questo punto la situazione è chiara. Tutti vedono che chiunque sarebbe meglio di lei, signor primo ministro… Non so se, come alcuni dicono, il virus sia il risultato di un esperimento malriuscito. Lei certamente lo è… E con il massimo rispetto che  è necessario che lei rassegni le dimissioni”. L’economista del Carroccio va giù pesante nel denunciare l’assassinio delle libertà costituzionali. “La pandemia ha offerto al Pd la preziosa opportunità dell’assalto alla Costituzione. Con la scusa dell’emergenza si è verificata l’egemonia del diritto alla salute. Si è passati dalla dittatura del proletariato a quella della sanità. Con i guitti che a fine febbraio parlavano di maschirine e protezioni inutili”. Assistiamo inermi a questa inversione delle regole democratiche, ha aggiunto Bagnai. “Che avviene in un silenzio assordante. E in Parlamento che si svolge l’azione politica non nell’ego del presidente”. Che ha neutralizzato il Parlamento creando una terza camera. Quella delle task force con i cavalli di razza del capitalismo italiano. Vorrei spiegare – dice ancora a Conte – che la politica non è solo “spartizione di prebende ma fecondo dibattito di idee.  E che parte della precedente maggioranza del suo primo governo è contraria al Mes. Ma davvero lei è andato in Europa a chiedere gli eurobond in cambio del Mes? Resto basito”.

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